Intervista a Antonella Ferrari: porto a teatro la mia sclerosi multipla tra ironia e cinismo

di Genny De Gaetano

La forza della vita. Colpisce dritta al cuore la voce di Antonella Ferrari, ex ballerina, attrice di soap e fiction come Centovetrine e Un Matrimonio di Pupi Avati, quando racconta la sua fatica letteraria diventata spettacolo teatrale: Piรน forte del destino: tra camici e paillettes la mia lotta alla sclerosi multipla. Milano la cornice del debutto del nuovo tour, venerdรฌ 2 dicembre, vigilia della Giornata Internazionale delle persone con disabilitร , al Teatro La Filanda di Cornaredo. Domenica 4 dicembre sarร  la volta di Bergamo al Teatro Qoelet, il 15 al Cilea di Napoli per chiudere il 16 dicembre allโ€™Augusteo di Salerno. I contributi ricavati in occasione delle quattro date andranno in beneficenza allโ€™AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) di cui Antonella Ferrari รจ ambasciatrice.

Sono due anni che questo spettacolo riscuote grande successo di pubblico e critica โ€“ ci racconta Antonella Ferrari โ€“ Il 26 maggio sono stata a Roma insieme a Lorella Cuccarini in scena, poi mi sono presa un periodo di riposo e adesso torno, le richieste sono molte e lโ€™amore della gente รจ sempre tanto.

E il 2 dicembre sarร  una doppia emozione, essendo la vigilia di una giornata importanteโ€ฆ

Eh sรฌ, il 3 dicembre รจ la giornata internazionale delle persone con disabilitร , quindi proprio per questo iniziamo il giorno precedente da Cornaredo, alle porte di Milano, per poi arrivare a Bergamo il 4 dicembre. Mi sembrava giusto celebrarla come ogni anno, sottolineare che le persone con disabilitร  possono comunque fare delle belle cose e nel mio caso possono essere degli artisti anche se hanno una disabilitร .

Come si svolge lo spettacolo?

Lo spettacolo รจ tratto dalla mia vita e dal libro con lo stesso titolo che ho scritto nel 2012. Essendo unโ€™attrice, ho deciso di trasformarlo in uno spettacolo teatrale. E quindi racconto di me, รจ un monologo atipico perchรจ ci sono voci che arrivano dal nulla, video. Cโ€™รจ la mia vita divisa tra la rabbia di una diagnosi arrivata con ventโ€™anni di ritardo, tra i ricordi della ballerina che ero prima di ammalarmi, per poi arrivare a una parte molto divertente dove la gente ride perchรจ io prendo in giro quei talk show televisivi che cercano la lacrima a tutti i costi. Prendo in giro gli stereotipi legati al mondo della disabilitร : se non hai la bombola di ossigeno, se non sei pieno di protesi non sei abbastanza disabile, quindi non hai diritto ad avere quel trattamento di compassione che io tra lโ€™altro odio, perchรจ non si addice al mio messaggio. Si tratta di uno spettacolo lontano anni luce dalla retorica, non cerca la lacrima, non cerca la compassione, ma รจ un inno alla vita. รˆ molto divertente, molto cinico, sul finale รจ commovente, ma non riguarda la malattia. La gente dice che รจ uno spettacolo molto leggero ed รจ questa la cosa che mi piace di piรน.

Il modo di dissacrare in questa maniera la malattia e salire ogni volta sul palcoscenico credo sia la migliore delle cure possibiliโ€ฆ

Ho studiato una vita per fare lโ€™attrice, prima ero una ballerina, poi ho dovuto abbandonare la danza per ovvi motivi e mi sono buttata a capofitto nella recitazione. รˆ diventata una sfida e anche la mia terapia piรน efficace. Io sul palcoscenico mi sento a casa, mi sento bene. Sento che quello รจ il mio posto anche se ho fatto tante fiction in TV, il teatro mi dร  sempre unโ€™emozione che nullโ€™altro mi dร . Lโ€™applauso e la partecipazione del pubblico mi regalano una carica pazzesca. Questo spettacolo, che considero il fiore allโ€™occhiello della mia vita perchรจ lโ€™ho scritto io, รจ molto partecipato. A Roma รจ ventuo Pupi Avati che mi ha detto: โ€œmi ha colpito quanto il pubblico sia partecipe. Non stanno zitti, applaudono, ridono, interrompono una scenaโ€. Cโ€™รจ immedesimazione perchรจ molta gente mi ha detto di riconoscersi in quello che ho raccontato.

Antonella, questa sua gioia di vivere, lโ€™ironia e la forza con cui dissacra la malattia, le saranno servite anche per far fronte ai tanti momenti difficiliโ€ฆ

Chi dice che non ne ha avuti di momenti difficili, dice bugie. La forza di questo spettacolo come quella del libro รจ che io sono una persona vera e quindi ho raccontato con veritร  le mie debolezze. Ho avuto momenti bui, un sacco di fragilitร  e tuttโ€™ora non รจ tutto oro quello che luccica. Non รจ che le mie giornate siano allโ€™insegna della serenitร  totale, ho anche io dei brutti momenti e per fortuna la fede, la famiglia, il mio lavoro mi aiutano a difendermi. Per me รจ stato terapeutico il lavoro e anche sentire conforto nella preghiera. Rispetto alle persone che hanno una disabilitร  e magari vivono in solitudine, sono molto fortunata. Ho una famiglia che mi ama, faccio il lavoro che amo, un marito che mi ama, ho delle grandi soddisfazioni. Sono una disabile privilegiata.

Ormai leggiamo e ascoltiamo spesso: la persona disabile viene ormai accettata da tutti. รˆ unโ€™affermazione che corrisponde al reale?

No, affatto. Io non amo quei disabili che vanno in televisione e si dichiarano felici, quelli che non hanno mai un cedimento. Io non credo ai supereroi. Non siamo supereroi. Credo nella fragilitร  dellโ€™essere umano. Non รจ facile. Se tornassi indietro preferirei essere forse piรน stupida ma sana. Perchรจ la sclerosi multipla non รจ un dono del cielo, ma una grandissima sfiga. Questa sfiga sono riuscita a trasformarla, seppur con fatica, in una seconda vita.

Cosa ama ripetere ad una persona disabile?

Che non bisogna smettere di sognare. Molte persone mi scrivono, ho una rubrica sul settimanale Chi, e dicono: ho avuto la diagnosi, abbandono tutto perchรจ la mia vita sarร  da donna malata. No, non รจ cosi che bisogna affrontarla. Anzi, bisogna riempire la propria esistenza di tanti impegni per dare alla malattia un ruolo veramente minore, perchรจ se noi costruiamo la nostra vita intorno alla malattia, lei se ne approfitterร . La dobbiamo tenere a margine, non deve essere la protagonista. Cosรฌ facendo sono convinta che la malattia avrร  filo da torcere.

Qual รจ il momento dello spettacolo in cui si emoziona di piรน?

Beh senza dubbio il finale, io ho perso mio papร  un poโ€™ di anni fa e il finale รจ un saluto a mio padre. E in quel momento le lacrime cadono anche a me oltre che che al pubblico. Si sente un rumore di fazzoletti di carta e di nasi che tirano su perchรจ il pianto viene spontaneo, molta gente si immedesima in me e io molto spesso sento mio padre lรฌ e la commozione รจ proprio reale. Quel pezzo รจ quello che piรน amo e che ogni volta dedico a mio papร .