Siamo stati A cena con Giorgione, serata evento firmata Gambero Rosso svoltasi ieri nelle eleganti sale del Vertici, ristorante di punta del Cardo Roma, Hotel a 4 Stelle nato negli spazi dell’ex Sheraton all’Eur, completamente ristrutturato e rinnovato. Un ambiente raffinato e sobrio dai colori chiari dove la funzionalità si sposa perfettamente con lo stile e il buongusto, termine che, in questo particolare caso, trovo perfetto.
Assolutamente di buongusto, infatti, la cena degustazione durante la quale abbiamo avuto il piacere di assaporare alcuni dei piatti più noti e apprezzati di Giorgio Barchiesi, per tutti Giorgione, o anche l’oste più amato d’Italia, romano di nascita e umbro di adozione, da sempre animato dalla passione per il cibo e la cucina, sostenitore di quella stagionale e preferibilmente composta da ingredienti a KM0, che da anni sponsorizza nei suoi programmi televisivi. A cominciare da Giorgione Orto e Cucina che nel 2012 ha segnato il suo esordio su Gambero Rosso Channel dove a tutt’oggi è ancora tra i personaggi più seguiti, grazie alla sua spontaneità, alla sua semplicità e alla cura dei dettagli e degli ingredienti di ogni ricetta, olio in primis, che ritiene fondamentale per la riuscita di ogni piatto.
Le portate di A cena con Giorgione sono state abbinate ai vini più rappresentativi della nota azienda abruzzese Spinelli fondata nel 1973 da Vincenzo Spinelli e particolarmente apprezzata per la sua linea Le Stagioni del Vino, protagonista della serata, e assolutamente in sintonia, quindi, con la filosofia di Giorgione. Appena arrivati, siamo stati accolti da un calice di benvenuto, fresche bollicine accompagnate da buonissime bruschette basse con salse di mandorle e peperoni e di zucchine e noci. Ce n’erano anche con i fegatelli che, da vegetariana, ho gentilmente evitato.
Seduti poi al tavolo, abbiamo apprezzato moltissimo l’antipasto composto da insalata di cavolo rosso con scaglie di parmigiano, fresca e ben condita, “per aprire lo stomaco” ha spiegato Giorgione ai commensali, e pappa al pomodoro, due piatti che avevo già avuto il piacere di gustare la scorsa estate alla tappa romana, a Palazzo Brancaccio, di Oli d’Italia Tour 2024 by Gambero Rosso, ma con qualche variazione: in quell’occasione Giorgione aveva creato una pappa al pomodoro più consistente, da primo piatto, qui l’abbiamo ritrovata, un po’ a sorpresa, in una versione altrettanto piacevole di salsa. Ottimo l‘abbinamento con il buonissimo Pecorino Superiore Abruzzo Doc 2023 della citata linea Le Stagioni del Vino di Spinelli, gusto pieno e un gradevole profumo intenso di frutta e spezie.
Plauso entusiasta al primo piatto, con la mia versione vegetariana, per la quale ringrazio perché non richiesta nei tempi, dei previsti Gnocchi al Sagrantino, che comunque mi è stato assicurato fossero molto buoni. Ma sicuramente mai come i miei Gnocchi di patate al sale ai pomodorini confit rossi e gialli, una salsa tra il dolce e il lievemente aspro che abbraccia a doppio giro gli originali gnocchi cilindrici da sapore, consistenza e cottura assolutamente perfetti. Perfetto anche l’abbinamento con il Cerasuolo d’Abruzzo Doc 2023 Zione, dall’etichetta del medesimo colore del vino, 100% Montepulciano, note di frutti rossi e di bosco, il mio preferito della serata.
Anche il mio secondo piatto ha subito variazioni. Composto da Coppa di maiale con salsa e Patate alla Tirolese, ho infatti optato solo per il contorno del quale ho comunque avuto una speciale a abbondante porzione: tagliate a spicchi grandi, infornate e/o saltate, saporitissime e speziate. Che ben si sposano alle note altrettanto speziate, ma più dolci, del vino abbinato, un Montepulciano d’Abruzzo Doc 2022 sempre della linea Le Stagioni del Vino.
Come ogni cena che si rispetti, anche A Cena con Giorgione si è conclusa con il dolce: la Torta della Monaca, ricetta autobiografica suggeritagli dalla Badessa del Monastero di Santa Chiara di Montefalco, creata, pare, nel 1270 da una suora che soffriva di celiachia senza sapere cosa fosse, e che si inventò questo dolce semplice e leggero fatto di farina di mandorle, quelle dell’albero che era nell’Orto del Monastero, ricetta rivisitata, naturalmente, con l‘aggiunta di zucchero a velo e top di cioccolata.
Forse mancava un vino dolce in abbinamento, uno zibibbo o un passito magari, ma è andata alla grande così. Nota di merito al personale del Vertici Cardo Roma, con il quale si è complimentato anche Giorgione per la preziosa collaborazione. E noi aggiungiamo un grazie per la cordialità e la gentilezza. Ed ora una chicca: un estratto dela serata con Giorgione e Giuseppe Carrus di Gambero Rosso: