Qual è la differenza tra amore e attaccamento? Sandra lo chiede a Emilia, la nuova compagna del suo vicino di casa che ha perso la moglie morta di parto. Ironia della sorte, Emilia è anche il medico che lavora nel reparto dell’ospedale dove tutto è accaduto. E adesso, nel momento della domanda, è preoccupata per Sandra che dovrà dividere con lei l’attachement verso Alex, il vicino, e i suoi figli. Ma Sandra non è affatto preoccupata. E poi, qual è davvero la differenza tra amore e attaccamento? L’attachement è un film che tocca il cuore, emoziona, commuove, senza mai essere banale o melenso. Smuove piuttosto qualcosa dentro di noi che mescola un po’ di ansia, un po’ di tristezza e un po’ di malinconia a quella sensazione di sollievo che proviamo quando ci rendiamo contro che in fondo siamo salvi, e alla gioia, languida, di scoprire che i sentimenti non guardano troppo chi sei e chi sei stata per avvolgerti l’anima e renderti ancora più felice.
Sandra è una donna indipendente, emancipata, non vuole legami, non ha mai voluto figli, è sola e si basta. Quando la famiglia di Alex bussa alla sua porta, e a quella del suo mondo, e lei la apre, questo suo mondo si allarga, la sua barriera crolla, la sua diffidenza iniziale verso quel microcosmo dove vivono una neonata senza madre, un bambino con due padri e un uomo disperato e confuso, la rende paradossalmente consapevole che nella vita c’è anche molto altro. Sandra si affeziona sempre di più a tutti loro, ha un legame forte con il piccolo Elliot, nonostante le prime incomprensioni: “tu non sai niente d bambini, non hai figli”, le rimprovera il ragazzino, ma poi lo scopre intelligente, curioso, attento, e l’attachement si fa sempre più stretto. “Non sono abbastanza forte” le risponde Sandra, ma alla fine è la più forte di tutti. Perchè non bisogna per forza essere madri per amare.
Il tempo del film e dei suoi capitoli è scandito dall’età della piccola Lucille, causa, suo malgrado, di tutto. E nel corso di questo tempo, la vita non è più quella che si aspettava Alex, né quella che avrebbe continuato Elliot, e di certo non quella che aveva scelto Sandra. Eppure, l’equilibrio è perfetto e l’attachement, che non è poi diverso dall’amore, lega e tiene in piedi il tutto. Un film che tocca tanti temi: la fragilità umana e la vita imprevista, la maternità e il femminismo, ma “non esistono le femministe, esistono persone orribili e persone perbene” dice Sandra Sandra. Ed è un film che riguarda loro e tutti noi, così impegnati a programmare e a dare una direzione al nostro correre del tempo senza neanche accorgerci che a volte è la vita stessa che ci cambia.
Una magnifica Valeria Bruni Tedeschi dà vita e anima a Sandra, regalandole pacatezza, ironia, morbidezza, uno sguardo critico ma pronto a cambiare idea, la risposta sempre pronta e il più delle volte spiazzante e divertente, e quel saper riconoscere e accettare le cose che cambiano, fuori e dentro di lei. Tutto il contrario della sua principessa Gaia Brandiforti de L’arte della Gioia che i suoi figli invece li sacrifica, l’uno per ciò che è, l’altra per ciò che ha fatto. Ad interpretare Alex è Pio Marmai, mentre il piccolo Elliott è Cesar Botti ed Emilia è Vimala Pons. L’attachment, tratto dal romanzo L’Intimité di Alice Ferney, al cinema a settembre con No.Mad Entertainment, ha aperto il Rendez-Vous 2025 a Roma e noi abbiamo incontrato protagonista e regista. Ecco le nostre videointerviste a Valeria Bruni Tedeschi e a Carine Tardieu: