Tu Quoque, un Maurizio Battista come non l’avete mai visto: videointerviste al protagonista e al cast

di Patrizia Simonetti

Dimenticate il Maurizio Battista di sempre, quello del palcoscenico che scatena risate con quel suo modo di prendere in giro sé stesso e tutti noi nelle situazioni più comuni della vita di tutti e di tutti i giorni, ironico, sarcastico, a volte anche un po’ invadente nell’interrogare il pubblico, critico, fumantino, simpaticamente arrogante. Ecco, se volete sbellicarvi dalle risate, come consiglia lui stesso nella nostra videointervista, c’è il teatro. Qui, in Tu Quoque, al cinema da giovedì 3 aprile, è un’altra storia.

E la storia è quella di Massimo, che di cognome fa Quinto come il regista del film che si chiama Gianni, un uomo rassegnato, sopraffatto dalla vita alla quale non può o non vuole neanche opporsi. Separato dalla moglie e odiato dal figlio perché troppo assente nelle sue giornate sin da quando era bambino, sommerso dai debiti. In pratica deve soldi a tutti, al meccanico che pure gliel’ha riparata la vecchia macchina di suo padre che puzza di muffa ma dalla quale non intende separarsi; al barista dal quale tutte le mattine prende il caffettino, ma quella mattina no; all’edicolante dove compra i pupazzetti degli antichi romani ed è appena arrivato Giulio Cesare, che però non sono pupazzetti ma sono “storia, pupazzetto è n’altra cosa” dice Massimo.

Poi c’è il corso di inglese full immersion di Edoardo a Londra, la sua ex moglie gli telefona apposta, ci vogliono 500 sterline. E soprattutto l’Agenzia delle Riscossioni con tanti bolli auto arretrati, si parla di migliaia di Euro, e qui c’è un pezzo davvero significativo e divertente sulla burocrazia più incapace… Lui non reagisce, chiede scusa, ringrazia… E infine la batosta delle batoste, l’ultimo scherzo che gli gioca la vita che non fa per niente ridere, ma che cambia il nostro modo di viverla. E anche lì Massimo non inveisce contro il destino, ma si commuove, poi però… 

E poi Tu Quoque ci porta nella Roma del 44 AC, dove paradossalmente Massimo diventa il nobile eroe: salva Giulio Cesare dall’attentato dei congiurati, aiuta e dà consigli a tutti, è ammirato e stimato, diventa l’amico fidato dell’Imperatore e il fedele confidente di sua moglie Calpurnia, suggerisce ad Agrippa di farla un po’ più larga quella Via Appia, fa lo chef e fa assaggiare a tutti la carbonara, svela a Cicerone tutti i segreti di un avvocato divorzista e scopre che quelli che affliggono oggi la città di Roma sono mali antichi. Ma soprattutto con questo viaggio, che è anche dentro sé stesso, si rende conto che il destino ce lo costruiamo noi e che dobbiamo accettarlo, ma tutto si può aggiustare nella vita, anche senza fare gli eroi, perché è la vita stessa che a volte sorprende, senza che noi facciamo nulla. Certo, a volte è troppo tardi, ma anche i perdenti e i vinti possono sperare.

È dunque un Maurizio Battista mesto, dal tono pacato, compito, che non urla ma invece gli si lucidano gli occhi, che non accusa ma chiede perdono, che non smuove le acque ma ci si immerge lentamente. Sicuramente un Maurizio Battista inedito che un po’ sorprende: “ho riso tanto e pianto tanto e ora volevamo commuovere, volutamente – ci spiega l’attore romano nella nostra videointervista – lavoro sul mio vissuto, goduto e sofferto, e poi l’età non ti aiuta ad essere allegro. Però se volete ridere, venite a teatro”.

Una filosofia sposata in pieno dal regista, Gianni Quinto che firma soggetto e sceneggiatura assieme allo stesso Battista: “Il nostro eroe non lotta con tutte le sue forze per cambiare il proprio destino – dice il regista : egli è consapevole di averlo costruito giorno dopo giorno con i propri errori. E adesso è consapevole che non può con un colpo di spugna e un unico atto eroico, cancellare ciò che egli stesso ha scritto sul libro della propria vita. Il suo più grande atto eroico è ammettere che tutto il suo destino se l’è procurato da solo, e accettarlo”.

Tu Quoque, prodotto da Ballandi Srl in collaborazione conLml Group Srls e Alma Srl e distribuito nelle sale da Nexo Studios, è arricchito da un cast fatto soprattutto di amici del protagonista: Paolo Triestino, Francesca Antonelli, Giorgio Caputo, Marco Conidi, Milena Miconi, Guglielmo Poggi, Jane Alexander, Lucianna De Falco, Benedetta Mazza, Stefano Antonucci, Giancarlo Ratti, Diego Verdegiglio, Salvatore Papaleo, Antonio Fiorillo, Gianfranco Phino, Osvaldo Fresia e Fabrizio Gaetani. Mentre la colonna sonora è firmata da Giorgio Lorito e Francesco Tosoni. Le nostre videointerviste a Maurizio Battista, Francesca Antonelli, Guglielmo Poggi, Milena Micone, Jane Alexander  e Giancarlo Ratti:
















Le Foto sono di Angelo Costanzo